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Alluce valgo

L’alluce valgo è una deformità del primo dito del piede caratterizzata da deviazione laterale (abduzione) e rotazione in valgo dell’alluce con adduzione e rotazione in varo del primo osso metatarsale.

L’anatomia patologica dell’alluce valgo è caratterizzata da un insieme di alterazioni a carico delle parti ossee e dei tessuti molli:

  • alterazioni metatarsali
  • deviazione del primo dito
  • deviazione dei sesamoidi
  • squilibrio muscolare
  • alterazioni delle formazioni anatomi che vicine
  • alterazioni delle parti molli
  • alterazioni circolatorie.

    Esso può comportare:
  • una borsite a livello dell'esostosi metatarsale;
  • dolori che possono essere dovuti all'irritazione della scarpa sul 2° dito atteggiato in griffe;
  • metatarsalgie, con ipercheratosi a livello plantare e/o a livello dorsale o apicale delle dita.

L’esame radiografico va effettuato sotto carico nelle proiezioni dorso-plantare, latero-laterale e di Walter Muller.
Nell’eziopatogenesi dell’alluce valgo esistono diversi fattori combinati fra loro.
Distinguiamo, infatti, forme congenite, forme acquisite e forme secondarie.
La prevalenza dell’alluce valgo varia nelle differenti popolazioni. La maggioranza dei pazienti con alluce valgo, lamenta dolore sulla prominenza mediale della I° testa metatarsale. Clinicamente si osservano delle ipercheratosi (callosità) dolenti generalmente localizzate sotto i metatarsi centrali.
Si riscontrano spesso altri problemi dell’avampiede come la deviazione del secondo dito, le ipercheratosi a livello dorsale e/o apicale, le dita a martello e le metatarsalgie. All’esame al podoscopio è frequente l’assenza dell’impronta di qualche dito per la lussazione dorsale. Prima di iniziare un iter terapeutico è importante informarsi accuratamente sulle abitudini sportive e di vita dei pazienti, sulla loro attività lavorativa e sulle calzature solitamente utilizzate.

La terapia incruenta ha lo scopo di ridurre il dolore, migliorare la mobilità del piede, l’appoggio plantare e la deambulazione. In molti casi in cui il secondo dito è sovraddotto al primo, si utilizzano scarpe con pellame morbido o in tessuto elastico (es. setaflex) con la calzata ampia. Secondo la localizzazione della sintomatologia dolorosa possono essere realizzate dal podologo diversi tipi di ortesi:
supporti plantari e orthoplastie in silicone medicale. Le ortesi in silicone vengono realizzate per proteggere, riallineare e sostenere la I° art. metatarso-falangea, evitando eventuali conflitti con le calzature; se invece è presente una metatarsalgia, un’ortesi plantare con barra retrocapitata o con oliva centro-metatarsale, può essere un rimedio efficace per il paziente ad assumere un atteggiamento posturale corretto scaricando le zone di iperpressione.

L’intervento chirurgico è indicato, invece, per i pazienti che non hanno ottenuto dei buoni risultati con il trattamento incruento anche perchè le complicanze piùfrequenti dopo un intervento chirurgico
possono essere:

  • alluce varo
  • recidiva
  • rigidità post-operatoria
  • lesione di un nervo periferico
  • mancata consolidazione (pseudoartrosi)
  • infezioni.

Dopo l’intervento chirurgico, la rieducazione deve essere precoce e può incominciare il piano dopo l’intervento.
Le calzature post-operatorie senza appoggio dell’avampiede possono servire per ritrovare rapidamente una buona autonomia; progressivamente si intensificheranno le mobilizzazioni passive e attive, poi contro resistenza. Successivamente sarà indicato l’utilizzo di supporti plantari su misura che aiuteranno a distribuire il carico in maniera omogenea, migliorare l’appoggio plantare e la deambulazione.