Trattamenti e servizi

Piede pediatrico

Con il termine piede pediatrico s’intende il monitoraggio dell’appoggio plantare sapendo che tutti si nasce con il piede piatto e poi all’età dei 3 anni il piede comincia a formarsi e delineare la consequenziale struttura. Lo strumento principe per il monitoraggio e diagnosi del piede pediatrico è il podoscopio che è costituito da un piano trasparente di cristallo o metacrilato sul quale il paziente sale, a piedi nudi, con appoggio bipodalico o monopodalico. Il piano trasparente è illuminato tangenzialmente da un sistema a luce diretta (neon) o a luce polarizzata, che rende più evidenti le immagini. In un piano inferiore, uno specchio inclinato riflette l’immagine della pianta dei piedi e ne permette una più comoda visualizzazione. Le informazioni derivano dal contorno dell’impronta e, in misura molto approssimativa, dalla distribuzione dei carichi, evidenziata dalla differente intensità luminosa, soprattutto nei podoscopio a luce polarizzata.

La tecnica è relativamente semplice e l’esame è facilmente realizzabile nei bambini di età superiore ai 3-4 anni. La prima volta, il bambino, soprattutto se piccolo, può dimostrare apprensione nel salire sul piano trasparente di cui non conosce la funzione e la resistenza, per cui può assumere facilmente delle posizioni scorrette che possono falsare il risultato dell’esame. Il paziente deve essere posizionato in appoggio bipodalico ed in atteggiamento normale del corpo.

E’ preferibile che gli arti inferiori vengano mantenuti leggermente divaricati, poiché in questa posizione si allarga la base di appoggio e l’equilibrio è più stabile; si evitano così le piccole oscillazioni del tronco. Inoltre se si mantengono i piedi ravvicinati, la frequente presenza di un ginocchio valgo fisiologico impone al piccolo paziente di flettere un ginocchio, falsando anche in questo caso la distribuzione del peso. Il podoscopio permette di valutare l’impronta plantare, secondariamente fornisce informazioni indirette sull’assetto del calcagno e sull’atteggiamento delle dita, che però si valutano meglio con l'associazione dell’esame clinico ed altre strumentazioni come la pedana baropodometrica. Nell’impronta del piede si distinguono le seguenti zone in senso antero-posteriore: Le dita dei piedi, il tallone anteriore, l’istmo, Il tallone posteriore, la volta plantare. In base all’esame podoscopico il piede viene definito piatto, normale o cavo. La definizione di piede piatto è tutt’altro che semplice e, in pratica, non esiste una definizione accettata universalmente. In base all’esame podoscopico un piede viene considerato normale quando la larghezza dell’istmo è inferiore alla metà del tallone anteriore e superiore ad un terzo. Se la larghezza dell’istmo è maggiore della metà del tallone anteriore, si parla di piede piatto di I grado; se tutta la pianta è a contatto del suolo, di II grado e, se il margine mediale deborda, di III grado e cosi via. Quando effettuare l’esame podoscopico? L’esame podoscopico non è significativo prima dei 3 anni in quanto il piede piatto è fisiologico, inoltre il corretto posizionamento del bambino non è semplice da ottenere.

Quindi la prima osservazione al podoscopio deve essere effettuata fra i 4 ed i 7 anni. In questo arco di tempo, l’esame va effettuato precocemente nei pazienti che lamentano qualche disturbo o qualche alterazione del passo, così come in quelli che hanno camminato presto e che sono avanti nello sviluppo rispetto all’età anagrafica, mentre può essere effettuato un po’ più tardivamente nei soggetti che hanno camminato tardi ed in quelli con sviluppo fisico e motorio più lento. una valutazione deve essere effettuata prima degli 11-12 anni.
“Quando il bambino inizia a camminare, è il momento in cui interviene il podologo procedendo con lo screening e il monitoraggio del piede piatto nella sua evoluzione mediante esami clinici ed esami strumentali per poi valutare il momento di curarlo preventivamente con dei plantari su misura”.